Lila, il 18 maggio a Cagliari test gratuiti su Hiv e altre malattie

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Parte la settimana della European testing Week (Etw). Dal 15 al 24 maggio tutta l’Europa si mobilita per moltiplicare l’offerta di test volti alla diagnosi precoce dell’Hiv, delle epatiti virali e di altre infezioni sessualmente trasmissibili. L’iniziativa coinvolge decine di Paesi della regione europea dell’Oms e centinaia di Ong, community, servizi sociali e sanitari, una partecipazione che rende la Etw una delle più importanti mobilitazioni per la salute pubblica al mondo. Lila Cagliari risponde presente, nonostante la sua già costante offerta di test, e rafforza l’offerta di test anonimi e gratuiti per Hiv, Hicv e sifilide sul territorio sardo. Un lavoro che l’associazione cagliaritana svolge almeno due volte al mese nella propria sede, con l’obiettivo di sensibilizzare le persone e favorire l’avvicinamento al test in giornate e orari differenti da quelli dei centri ospedalieri.
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Per il quarto anno consecutivo, è confermata la collaborazione con l’Università di Cagliari, che mette a disposizione alcune aule dell’Ateneo per consentire agli studenti universitari di accedere ai test. L’appuntamento è per giovedì 18 maggio alla Cittadella Universitaria Blocco F, aule 101,102,103 e104, dalle ore 15:30.
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Brunella Mocci, presidente di Lila Cagliari e membro del coordinamento Lila nazionale, sottolinea «l’importanza della partecipazione dell’Università all’evento, testimonianza di un’apertura e di una sensibilità per nulla scontate al tema della prevenzione e della salute dei propri studenti. Diventa ancora più importante in un momento storico in cui la prevenzione è ormai totalmente dimenticata da tutte le istituzioni».
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Conseguenza dello scarso ricorso al test è l’altissimo numero di diagnosi tardive: in Europa, oltre la metà delle nuove diagnosi avviene quando le persone sono già in Aids o prossime a questa condizione, cioè quando hanno già sviluppato patologie correlate. In Italia questa percentuale è arrivata a superare il 63%. «Si tratta di un fenomeno inaccettabile, a fronte delle grandi opportunità terapeutiche disponibili», commenta Mocci.

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